Sarò presente dal 28 Febbraio 2009 al 26 Marzo 2009 a Mézières-en-Brenne, un comune francese di 1.160 abitanti situato nel dipartimento dell’Indre nella regione del Centro. Luogo dell’esposizione sarà il prestigioso e antico Mulino, in centro al Paese.
Per maggiori informazioni, guarda il sito dell’assessorato alla cultura dell’Indre.
Esporrò le mie opere insieme all’artista e maestro ( insieme a me, nella Bottega dell’Arte di Missaglia), Marco Busoni.
Vi aspetto per l’inaugurazione il 28 Febbraio!
In data 11 Ottobre 2008 io, insieme ai maestri pittori Gerry Scaccabarozzi e Vincenzo Gramignano, ci siamo esibiti nella stupenda cornice del Monastero della Misericordia a Missaglia, in provincia di Lecco.
Erano presenti all’inaugurazione il critico d’arte Prof. Silvano Valentini e il Sindaco di Missaglia Rosagnese Casiraghi.
Un grazie a tutte le persone che erano presenti e un ringraziamento particolare ai ragazzi della Bottega dell’Arte per le foto della manifestazione.
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Un caleidoscopio di luci e di colori e un’intensa ma allo stesso tempo anche delicata e raffinata poesia sono le caratteristiche principali della fase pittorica attuale di Angela Marabese, diplomata a Milano all’Accademia di Brera è una delle più interessanti personalità della Bottega dell’Arte di Missaglia. Un’artista che ha saputo intraprendere in breve tempo una propria strada e che su essa si sta sempre più inoltrando a passo deciso e sicuro, tanto da ottenere ampi riconoscimenti del suo crescente valore da parte del pubblico e della critica.
I più suggestivi angoli della natura, il fascino dei paesaggio, dai campi fioriti alle vette innevate delle montagne, gli scorci più belli dell’ambiente che ci circonda, compresi alcuni vecchi interni domestici di struggente tenerezza, rappresentano i punti di forza della giovane artista, che sa ritrarre con una ricca tavolozza e con una forte espressività simbolica le vedute poetiche della verde Brianza o quella della seducente Val Brembana, in particolare di Valtorta, ma anche delle sconfinate lande francesi dai mille colori e dalle mille sfumature, inducendo in noi serenità. Da qualche tempo, tuttavia Angela Marabese non si limita, se così si può dire al solo paesaggio, suo indubbio cavallo di battaglia in tutto questo primo periodo della sua vita artistica, ma sa dare il meglio di se anche in un altro ambito, quello della natura morta,un genere che non è per nulla facile, come d’altra parte sanno bene tutti i pittori. Essenziale infatti, nel dipingere una cosiddetta natura morta, è rendere in realtà viva l’opera, che si tratti di frutta, di bottiglie o di altri oggetti inanimati, altrimenti il tutto rimarrebbe una semplice, se pur gradevole composizione accademica, senza spirito,senza alcun significato simbolico e del tutto senza poesia (si pensi invece ad esempio all’inarrivabile atmosfera di intenso lirismo che circonda la lunga e apparente monotonia nella serie di bottiglie del grande Giorgio Moranti, solo per limitarci al top, al più celebrato di questo impegnativo e significativo genere pittorico). Ebbene Angela Marabese sa far parlare la natura morta, sa cogliere il lato più eloquente, ti sembra di essere li e vorresti prendere qualcosa dal tavolo. Non si tratta beninteso, di rappresentare iperealisticamente le cose, anzi tutt’altro. Si tratta di esprimere l’essenza più intima ed autentica, di captare lo spirito più profondo, cosa che riesce molto bene all’artista. E così come si diceva, Angela Marabese si inoltra sempre più sull’ardua ma affascinante strada dell’arte con la A maiuscola, in modo graduale e con molta umiltà, ma anche con grande consapevolezza dei mezzi propri.
Prof. Silvano Valentini
dicembre 26th, 2008 in
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